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shinpu tokkotai
vai alle gallerie dei dipinti / go to the painting galleries: 2005 - 2006 - 2007 - 2008
 
per amore. per bellezza.

 

l’amore insegna la bellezza e ci riempie di vita
takushima norimitsu

 

per amore. cosi tom porta risponde se gli si chiede perché abbia scelto proprio di dipingere il giappone della seconda guerra mondiale, proprio chi ne è il simbolo.
sembra contraddittorio pensare che l’amore abbia qualcosa a che fare con la decisione di giovani uomini, quelli che conosciamo oggi con il nome di kamikaze, di ucciderne altri usando il proprio corpo come un’arma. se c’è comprensione, pur senza rispetto o volontà di giustificare, verso la disperazione che porta a gesti tanto estremi, non si può comunque usare lo stesso termine per definire figure appartenenti a realtà cosi distanti nel tempo e nello spazio. per questo il termine giapponese appare il più appropriato. quelli che ritrae tom porta, allora, sono piloti tokkotai. sono storie di disperazione, di sacrificio, di forza, di religione, di orgoglio di se stessi e del proprio paese. sembra contraddittorio, è vero, ma la morte può essere legata in modo indissolubile all’amore e ancora una volta ne troviamo conferma nelle vite, dolorosamente brevi, di questi uomini. 

in essi in qualche modo rivive l’antico mito del guerriero dei poemi epici. ciò si attua attraverso l’umanizzazione della pietas, il senso del dovere morale al quale è subordinata qualsiasi altra cosa, compreso il proprio spirito di sopravvivenza, l’esaltazione dell’eroe, la devozione assoluta a una causa, l’accettazione passiva del proprio destino.
le foto dalla quali parte l’artista sono l’ultima, e spesso l’unica, testimonianza dell’esistenza di queste persone, l’ultima prova documentale di una vita non vissuta fino in fondo. in esse traspare tutta la dolcezza ma al tempo stesso l’assoluta determinazione degli sguardi, la leggera ingenuità delle espressioni, la perduta serenità nelle immagini di famiglia, il rigore etico di chi sa che il proprio futuro è necessario. 
c’è amore nella decisione di dare a questi volti una nuova, ultima, possibilità di vivere e di sorridere.

per bellezza. tom porta nelle sue tele rappresenta il cielo e la terra. il cielo è fatto di colori velati, da un’atmosfera che si modifica al passaggio delle macchine create dall’uomo per sfidare la sua potenza. la terra è rappresentata dagli aerei, fatti di metallo e tecnologia, simbolo dell’eterna sfida di icaro. 
i colori sono delicati, le tinte pastello: da un lato sconcertano per il contrasto con i soggetti di guerra dall’altro sembrano una premonizione di quello che sarà il bagliore nel quale si perderanno per sempre le vite dei piloti tokkotai ritratti.

nelle sue opere l’artista ricerca la bellezza, la stessa che spingeva al più grande dei sacrifici giovani, inebriati da una propaganda che voleva convincerli di essere l’unica possibilità di salvezza per il proprio paese e motivo di orgoglio per le proprie famiglie, e di un’ estetica, figlia del sol levante, che riconosce nella ricerca della bellezza una vera e propria filosofia di vita. 
frutto di tale combinazione di nazionalismo ed edonismo prende la forma dei fiori di ciliegio: quelli che venivano messi sulle carlinghe degli aerei che stavano per partire, gli stessi che sventolavano le ragazzine per salutare i loro eroi votati alla morte, quelli che secondo una leggenda lasciavano come traccia nel cielo gli aerei mentre precipitavano: simbolo del giappone antico, rappresentano la bellezza e al tempo stesso la fragilità della vita. 

c’è la bellezza, incomparabile, dell’arte dell’occidente nelle parole che si leggono sul diario di un pilota tokkotai: in una notte fredda d’inverno penso a gauguin, alle sue isole del sud piene di forti ritmi, di esseri nudi, del mare cristallino, penso a baudelaire e alla sua visione freudiana dell’amore. vedo i dipinti di botticelli come mele splendenti. da vinci era capace di rappresentare dio… 

alice cammisuli

 


 
the shinpu tokkotai project came to life after a long research, done by tom porta, in both europe and japan.

the fascination western countries have for japanese culture and objects is used by the artist to create a pictorial journey into the real kamikaze (shinpu is the correct/formal way of reading those kamikaze ideograms) spirit, using symbols like cherry flowers to enchant the viewer and lead him into that world.

today, it's standard practice to refer to suicide attacks in the middle east as kamikaze attacks, using the word improperly and giving a phenomenon like terrorisms a wrong appeal that the word would never deserve. 

that’s what the artist’s project is all about.

porta draws that line, often missing in today’s mass communication, using art and beauty to make the viewers think about the power of words -widely used on his paintings- and understand a new way of expressing the desire for a peaceful world. 

should we believe that was what the kamikaze spirit and will were meant for?

we’d better do, as porta found out, through a deep understanding of letters and farewell wishes left by young pilots. 

in porta’s paintings, all the elements, past and present, mix together into creating a unique point of view on this matter. 

 
molte persone hanno contribuito, direttamente o indirettamente al progetto shinpu tokkotai: con il loro aiuto, le critiche, gli spunti che mi hanno dato posso oggi realizzare i dipinti di questo ciclo.
ma c'è una persona in particolare senza la quale tutto questo non sarebbe materialmente possibile. sto parlando della mia cara amica yuki goda.
devo a yuki libri inottenibili in occidente, traduzioni, contatti, infinite ore di discussione ed analisi, un supporto morale enorme e il feedback di una persona nata e cresciuta nel paese del sol levante.
a lei va un profondo ringraziamento ed enorme gratitudine.
TP
 
many people contributed, both directly and indirectly, to the shinpu tokkotai project: thanks to their help, critics and hints i can now carry out these paintings.
there's one person in particular tho, without whom all of this wouldn't have been possible. i'm talking about my dear friend yuki goda.
i owe yuki for books which are impossible to find in the west, translations, contacts, endless hours of discussions and analysis, a huge moral support and the feedback of someone born and raised in the land of the rising sun.
to her go an heartfelt thank you and a massive dose of gratitude.
TP
 
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